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giovedì 8 marzo 2012

Essere Donna, nel 2012

In India, uno dei paesi attualmente con un PIL che cresce del 10% all'anno, che vanta un primo ministro donna e che venera divinità femmine, se con l’ecografia si scopre che il bimbo che si porta in grembo è una femmina, c’è una possibilità molto alta che quella bimba non veda mai la luce. Spesso le neonate femmine vengono sepolte vive o semplicemente fatte sparire. Per le famiglie sono un costo troppo alto: quando andranno in spose il padre deve poter offrire una cospicua dote oltre che pagare tutti i festeggiamenti. Si può bene capire che avere due o tre figlie femmine diventa un onere a cui tanti rinunciano ... 

In moltissimi paesi islamici le bambine verso i 5 anni subiscono la mutilazione dei genitali femminili (infibulazione). Spesso, in quanto tutto ciò viene eseguito in condizioni igieniche inesistenti, la bambina che ha subito l'"intervento" muore a causa delle infezioni contratte.

Questo solo per fare due esempi lontani.

In Italia si stanno raccogliendo firme per reintrodurre la legge contro le dimissioni in bianco. Se il problema non sussistesse non ci sarebbe tanto movimento.

Questo è per fare un esempio a casa nostra.

Nascere donna, oggi, nel 2012 vuol dire ancora essere discriminata, vuol dire essere considerata merce di scambio, vuol dire ancora non valere niente, non avere diritto ad avere una propria opinione o far sentire la propria voce.

Lottiamo, donne, anche per quelle che non possono.

Diffondiamo.


Facciamoci sentire.

Perché il cammino è ancora lungo e tortuoso.

Lo dobbiamo a loro:


Piccole donne oggi.

Le donne del domani. 

martedì 5 luglio 2011

URGENTE! NON FACCIAMOCI CENSURARE INTERNET


Il nostro governo ha lanciato un nuovo attacco alla libertà di accesso all'informazione, e domani un organo amministrativo sconosciuto ai più potrebbe ricevere poteri enormi per censurare internet.

L’Autorità per le comunicazioni, un organo di nomina politica, sta per votare un meccanismo che potrebbe perfino portare alla chiusura di qualunque sito internet straniero - da Wikileaks a Youtube ad Avaaz! - in modo arbitrario e senza alcun controllo giudiziario. Gli esperti hanno già denunciato l’incostituzionalità della regolamentazione, ma soltanto una valanga di proteste dell’opinione pubblica può fermare questo nuovo assalto alle nostre libertà democratiche.

Non c'è tempo da perdere. Domani l'Autorità voterà la delibera, e se insieme costruiremo un appello pubblico enorme contro la censura su internet potremo fare la differenza. Inondiamo i membri dell'Autorità di messaggi per chiedere di respingere la regolamentazione e preservare così il nostro diritto ad accedere all’informazione su internet.

Agisci ora e inoltra l'appello a tutti!

CLICCATE QUI E INVIA IL TUO MESSAGGIO ALL'AUTORITA' PER LE COMUNICAZIONI.

E' URGENTE, MANCANO SOLO POCHE ORE ALLA VOTAZIONE DELLA DELIBERA!


lunedì 13 giugno 2011

SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

referendum2011


Ce l’abbiamo fatta! Ancora non ci credo.


Il quorum è stato raggiunto e il SI ha stravinto.


E’ un segnale chiaro che qualcuno ci tiene ancora a quest’Italia che sta andando alla deriva.


Speriamo che sia solo il primo di tanti passi che dobbiamo fare per scrollarci di dosso le ragnatele che immobilizzano il nostro Paese.


Oggi mi vergogno un po’ meno d’essere italiana.

sabato 11 giugno 2011

4 SI per la libertà


SI alla libertà d'avere la gestione pubblica dell'acqua

SI alla libertà d'aver l'acqua come bene di TUTTI

SI alla libertà di fare lavorare la magistratura senza impedimenti

SI alla libertà di vivere in un Paese nuclear free

Votiamo SI domani e dopodomani!

http://www.sireferendum2011.it/

lunedì 21 giugno 2010

Sai cosa gli spalmi?

sofia bagnetto
Sapete che è un argomento che mi sta molto a cuore.

Un accenno l'avevo fatto qui.

Oggi su libero ho trovato questa intervista a Fabrizio Zago, l'autore del Biodizionario.

Ne pubblico un estratto:

Chiarissimo, Fabrizio. Ora - per tornare al discorso della prima infanzia - vorrei sottoporti l'Inci di uno shampoo per bambini di una notissima marca: acqua, sodium myreth solfate, cocamide dea, cocamidopropyl betane, laureth-2, disodium cocoamphodiacetate, parfum, lactid acid, imidazolidinyl urea, glycerin, sodium methylparaben, disodium edta, chamomilla recutita flower extract, bisabolol, propylene glycol. Me lo commenti?

Per cominciare, il sodium myreth solfate è una furbatina: è un modo per sostituire il famigerato sodium laureth solfate, che ha pessima fama, con un prodotto sostanzialmente identico dal punto di vista chimico.
Cocamide dea è pessima perché in determinate situazioni rilascia nitroso-ammine. Cocamidopropyl betane può contenere sostanze nocive usate per produrre questo componente, quanto al laureth-2 è un viscosizzante pessimo per tutti gli organismi acquatici.
Parfum indica un profumo sintetico, laddove dermatologici infantili e allergologi indicano quello tra gli zero e i tre anni come il periodo in cui più facilmente insorgono allergie ai profumi, che magari rimangono quiescenti per un po' di tempo ed esplodono poi più avanti.
Imidazolidinyl urea è un cessore di formaldeide,
il sodium methylparaben è forse il meno peggio tra i parabeni, che comunque sono sospettati di essere dei disturbatori endocrini, mentre il
disodium edta è un altro di quei prodotti pericolosi per gli organismi acquatici e alla lunga anche per gli uomini, perché solubilizzano i metalli pesanti presenti nei depositi marini.
Bisabolol è un principio attivo dell'estratto di camomilla, fortemente disarrossante, quindi va bene, invece il
propylene glycol è un derivato petrolifero.

Come il Paraffinum liquidum, del resto, presente in moltissime formulazioni

Ah, quello è petrolio puro.

Tra l'altro ostruisce i pori, giusto?

Sì è comedogenico. Tieni presente che l'Europa ha classificato come cancerogeni tutti i petrolati «salvo che il produttore non ne dimostri la purezza». Ora, dico io, come si fa? Vogliono forse dirmi che se metto nel serbatoio della mia macchina l'olio che spalmo sul culetto del mio bambino posso farci tranquillamente un po' di chilometri?

L'industria cosmetica può fare a meno di utilizzare queste sostanze?

Questa è proprio la cosa che mi fa impazzire. Perché tutti i prodotti che abbiamo citato sono facilmente sostituibili con sostanze biodegradabili e non tossiche.

E' un problema di costi di produzione?

Solo in parte. Certo un olio vegetale costa un po' di più, come emolliente, della paraffina. Ma ricordiamo che in un prodotto sono i costi di packaging a incidere di più. Io penso sia soprattutto un problema di pigrizia mentale e di cultura: molti dei formulatori che lavorano nell'industria vengono dal mondo arcaico della farmaceutica.

Sulla confezione del prodotto di cui ti ho letto l'Inci si legge: «Puro, semplice, sicuro. Rispetta l'equilibrio del cuoio capelluto; facilmente risciacquabile, evita la formazione dei nodi. Microbiologicamente e dermatologicamente testato. Senza sapone e senza SLS».

Una madre che acquista viene ingannata nella sua buona fede. Certo. Per questo l'Ue sta preparando una direttiva nella quale verrà proibito l'uso dell'espressione «Non contiene...», che è fuorviante. E poi cosa vuol dire «formula semplice»?

Per non parlare di quel «testato»: ci sono pubblicità a tutta pagina di prodotti cosmetici dei quali si giura l'effetto antirughe in percentuali elevatissime, senonché poi un asterisco rimanda a una postilla nella quale si scopre che il test è stato effettuato su un campione di una decina di donne

Che tra l'altro è un dato statisticamente non trattabile. Ma del resto non c'è una legge che stabilisca un numero minimo di soggetti per il campione di riferimento per un test. Qui c'è una grave responsabilità di connivenza dei laboratori di analisi, che in taluni casi sono addirittura interni alle aziende produttrici.

Se sullo scaffale del supermercato ci sono prodotti non del tutto affidabili e in erboristeria si corre il rischio di trovare prodotti "ecofurbi", le mamme come devono orientarsi nell'acquisto? Non tutte hanno capacità e tempo per converirsi al fai-da-te del cosiddetto "spignattamento" come fanno Lola e le frequentatrici del suo forum.

Beh, intanto possono informarsi grazie al Biodizionario. E poi dovrebbero cercare di acquistare prodotti certificati (Ecolabel, per esempio).

Detergenti e cremine a parte, i bambini sono sempre per terra e poi si mettono le mani in bocca. Consigli per il lavaggio dei pavimenti?

No ai prodotti senza risciacquo, intanto, perché le sostanze non schiumogene lasciano residui sulle superfici.

Meglio usare bicarbonato o aceto?

Sull'aceto sono dubbioso, per gli effetti che potrebbe avere sulle superfici metalliche. E poi una bottiglia contiene un potenziale lavante misurabile in meno di un bicchiere, in compenso produce un rifiuto importante da smaltire. Meglio l'acido citrico.

Dove si acquista?

Nei consorzi agrari, per esempio. Un sacchetto ti garantisce il 100% del potere lavante.

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Vi invito a leggere tutta l'intervista.
Ora capite perchè continuo ad acquistare
qui?
Per favore, diffondete.

giovedì 27 maggio 2010

Di tonno e altre quisquillie


E' incredibile cosa si celi dietro una scatoletta di tonno. Domenica sera guardavo Report a bocca aperta.

Quello che hanno svelato sull'industria del TONNO e la sua NON SOSTENIBILITA' mi ha lasciata basita.

Mi dicevo: uno cerca di comprare bene, e con discernimento, da un po' si è anche avventurato nel biologico e cerca la filiera corta e poi scivola tra le più banali delle scatolette, quelle di tonno, di cui siamo accaniti fruitori in estate, tra insalate di riso, uova ripiene, pasta fredde... insomma ora mi sento con-causa del rischio estinzione delle specie TONNO.

Non riesco a riassumere qui tutte le informazioni date domenica sera nel servizio di Report. vi invito a guardarlo qui.


Qui invece trovate il report di Greenpeace sul tonno, e qui la classifica, stilata sempe da Greenpeace, sulle marche di tonno in commercio in base alla loro sostenibilità di pesca (dopo averla letta ho tirato un sospiro di sollievo, in casa ho Mareblu!). Ringrazio Melanele per avermela segnalata.

Sappiate comunque, voi amanti del sushi, che il tonno ROSSO italiano, onnipresente nell cucina giapponese proprio per il gusto e il colore, E' una specie in VIA D'ESTINZIONE.

Non è stato bandito dalle tavole solo perchè nell'ultima conferenza mondiale sulle specie in via d'estinzione della C.I.T.E.S. (per intenderci quella che ha vietato il commercio delle zanne degli elefanti) i giapponesi hanno fatto GRANDE OPERA DI CONVINCIMENTO su quasi tutti i delegati presenti (tranne quello del principato di Monaco).

Sappiate inoltre, voi amanti del pesce crudo, che crudo NON VUOL DIRE FRESCO, ma che anzi, onde evitare che dentro le carni crude si generi un pericoloso batterio, il pesce deve essere conservato a min. - 20C° per potere far morire questo batterio. Fate quindi attenzione a dove mangiate il pesce crudo!

Dico solo PER FORTUNA esistono QUESTE trasmissioni che aprono un po' gli occhi alla gente, gli fa accendere delle lampadine e gli fa guardare gli scaffali del supermercato in modo diverso e più consapevole.


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Tema dibattuto in questi giorni è la legge anti-intercettazioni.


Questo è il comunicato Usigrai:


Il disegno di legge sulle intercettazioni e sulla cronaca giudiziaria in votazione al senato limita fortemente il vostro diritto di sapere e il nostro dovere di informare.
I giornalisti sono dalla parte dell’informazione libera e non da quella dei
segreti di criccopoli, di calciopoli, della malasanità e via dicendo.
Dietro la scusa nobile della tutela della riservatezza si nasconde la volontà di imbavagliare la stampa proibendo la pubblicazione di notizie su indagini in corso. Se fosse già stata in vigore avremmo potuto raccontare solo dopo anni delle inchieste sulle stragi, sui grandi scandali nel mondo dell’economia, della politica, della sanità, dello sport. Durante le indagini silenzio. Non certo per tutelare la vita privata dei cittadini, ma quella dei potenti, per non creare imbarazzo a chi vuole fare credere che in Italia tutto vada bene.
I giornalisti italiani dicono no al bavaglio e si a un’informazione libera, completa e rispettosa. Il senato ci ripensi.

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Vi invito ad ascoltare l'appello della Gabanelli.




Intanto la trasmissione Parla con me di Serena Dandini forse verrà dimezzata (qualche settimana fa il premier aveva qualcosa da ridere sulla sua trasmissione, se ricordate, se non ricordate leggete qui).

La Busi ha rinunciato alla conduzione del TG1 delle 20 perchè non rispecchia più la sua idea di giornalismo.

Forse prima di un tg si svolgevano conversazioni tipo questa (Grazie Piattini!!)

La libertà d'informazione è in pericolo. E' un nostro dovere sociale combattere per continuare a sapere. Che lo so che anche il nostro fegato vivrebbe meglio se non sapesse certi giri nelle alte sfere, dal giro di escort alla case regalate, ma è un nostro DIRITTO essere informati!




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