venerdì 27 gennaio 2012

La chiave di Sarah - Tatiana De Rosnay


Oggi, 27 Gennaio, è la giornata dedicata alla Shoah.

Ho letto tanto sull'Olocausto, romanzi, libri di storia, saggi. Per scrivere la mia tesi di laurea ho dovuto necessariamente leggere tomi su tomi sull'argomento. Ci sarebbero stati molti altri libri ma dopo un po’ ho detto basta. Non è facile affrontare un argomento così atroce, così tragico, così drammatico.

Poi, per puro caso, un collega mi parla di un libro sul tema che l'ha coinvolto molto. Incuriosita, gli ho chiesto di prestarmelo. L'ho letto d'un fiato, incapace di staccare gli occhi dalle pagine se non per estrema necessità.

Il libro è La chiave di Sarah

Il romanzo narra il rastrellamento degli ebrei parigini, ad opera della polizia francese - questa è la prima cosa sconvolgente-, la notte del 16 Luglio 1942. Circa 13.000 ebrei furono ammassati dentro il cosidetto Vel D’Hiv, il Velodromo della città. Rimasero chiusi lì dentro per 3 giorni in condizioni disumane, senza acqua, senza cibo, con il caldo atroce del luglio parigino, prima d'essere inviati ai campi di concentramento (la maggior parte di loro erano donne e bambini - la seconda cosa sconvolgente). 

Anche la piccola Sarah, 10 anni, è nel Velodromo assieme alla sua mamma e al suo papà. Sarah vive un'esperienza e vede scene che mai un bambino dovrebbe vedere ma lei ha in mente solo una cosa: tornare a casa per salvare il suo fratellino. La notte in cui fu portata via dalla polizia francese Sarah ha infatti chiuso Michel dentro un armadio segreto, promettendogli che sarebbe tornata a prenderlo il prima possibile. Riuscirà a scappare per ritornare a casa?

60 dopo la giornalista americana Julia, che vive a Parigi ormai da anni,  viene incaricata di scrivere un articolo in occasione dell’anniversario del Vel d'Hiv e comincia le sue ricerche. Questo triste episodio, così poco conosciuto anche dai francesi stessi, coinvolge sempre di più la giornalista. La storia di Sarah si intreccerà indissolubilmente alla sua fino ad una scoperta sconvolgente che le cambierà per sempre la vita. 


La prima parte del libro è un alternarsi di piani temporali, allora, il 1946, oggi, il 2002. Con grande intensità e forza narrativa l'autrice trascina dentro questa pagina vergognosa della storia francese e d'Europa, facendo commuovere fino alle lacrime e facendo sentire il dolore e la disperazione della piccola Sarah sulla nostra pelle. 

La seconda parte, che si focalizza di più sulla storia di Julia, lascia il tempo che trova, ma non dobbiamo dimenticare che è un romanzo, non ha la presunzione d’essere un documento storico. Quindi se questa parte del libro fa storcere un po’ il naso credo che l’importante sia parlarne, sempre e comunque, per non dimenticare.

“Zakhor. Al Tichkah.” 
Ricorda, non dimenticare mai. 

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Proprio la settimana scorsa è uscito il film tratto dal romanzo. Le critiche non sono molto positive, come spesso accade la parola scritta supera di gran lunga la trasposizione cinematografica. Ma su questo potrò esprimermi solo dopo averlo visto di persona. 

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Con questo post partecipo al Venerdì del libro di Homemademamma.

La lista delle altre partecipanti la trovate qui.

Buon weekend a tutti! 

6 commenti:

  1. Non l'ho letto, anche io ne ho letti moltissimi (oggi però da me ho parlato di un libro per bambini sulla storia di Anne Frank). Sento sempre la pubblicità radiofonica di quel film, mi angoscia ad ogni passaggio. Convengo la parola scritta raramente viene resa bene nei film, solo "Pomodori Verdi fritti" è uno dei casi che ricordo...

    ciao!

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  2. Il libro mi è nuovo e non ho visto nemmeno il film. Segnalazione molto interessante. Fa riflettere... e ricordare...

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  3. Ci: concordo, Pomodori verdi fritti è un film stupendo, ma sai che non ho mai letto il libro? ora vengo a leggere la tua recensione! ciao!!! :-)
    @Stefania: avevo paura di recensire un libro già conosciuto e scontato, ma per fortuna non è così! sono sicura che ti piacerà! ciaoooo!!

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  4. Ciao! Ho letto La chiava di Sarah un po' di tempo fa (l'ho anche recensito per un venerdì del libro) ed è diventato uno dei miei libri preferiti tanto che mi sono subito fiondata a leggere altre opere di Tatiana de Rosnay (che però non hanno nulla a che vedere...). È piaciuto a tutte le persone a cui l'ho consigliato, è davvero bello. Ho avuto occasione di vedere il film in versione francese e ti dirò che nopn mi ha disgustata; certo il libro è un'alta cosa ma ne ho un buon ricordo (anche se è passato del tempo quindi non ricordo molto bene). Se ne hai la possibilità procurati il film "Vento di primavera" che tratta lo stesso argomento storico, il Vel d'hiv. Io l'avevo visto in francese ma ho appena acquistato il dvd perché è uno di quei film che un giorno (per il momento molto lontano) vorrei mio figlio vedesse.

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  5. Ciao cara, come promesso ho lanciato il giveaway!!! vieni a trovarmi?

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  6. @Sunshine: Benvenuta! sicurament eil film prima o poi lo vedrò anch'io, sono comunque curiosa e non mi lascio intimorire dalle critiche! grazie anche per la segnalazione del film Vento di primavera, non lo conoscevo! ciao e a presto! :-)
    @Robertina: grazie dell'invito! ho fatto tutto! ora incrocio le dita! :-)))

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*** Ai post un po' datati ho applicato la moderazione altrimenti, con la testa che mi ritrovo, i commenti rimarrebbero nel limbo!***




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