venerdì 24 gennaio 2014

Ma non è un pappagallo! - Rafik Schami



Una delle cose che più mi sono rimaste impresse del discorso del parroco che ha celebrato il battesimo di Sofia è stato il suo ripetere più volte “ascoltate i vostri bambini, se li ascoltate per le piccole cose da piccoli da grandi vi racconteranno le grandi cose" (e soprattutto i grandi problemi).

Questo è un consiglio che cerco di tenere sempre a mente, cerco, perché non sempre ci riesco, spesso la quotidianità fagocita ogni buon proposito e allora ben vengano questi libri così semplici ma al contempo così illuminanti!

Ma non è un pappagallo è un libro semplice e profondo, spassoso e ironico.

I protagonisti sono mamma, papà e la figlia Marta.

Mamma e papà decidono di comprare un animale domestico. Valutano tra i vari animali possibili, cane, gatto con i pro e i contro e alla fine decidono per un pappagallo parlante.

Quando tornano a casa fanno di tutto per far parlare i pappagallo ma niente da fare.

Marta, che nel frattempo aveva osservato bene l'animale, cerca più volte di far capire ai genitori PERChE’ il pappagallo non parla ma niente da fare i genitori non l'ascoltano e decidono di riportare indietro l’animale, sentendosi truffati.

“Portate pazienza" dice il negoziante "neanche noi abbiamo imparato tutto in un giorno!". E così tornano tutti a casa. 

E allora Marta, che finora aveva sempre parlato a fil di voce, riusce finalmente a farsi ascoltare dai suoi genitori: Non è un pappagallo! è una …. ! (perdonatemi ma non riesco a svelarlo!)

Al che il pennuto esclama "Esatto!" e da quel momento non smette più di parlare! 

Un finale davvero esilarante

Un libricino che fa davvero riflettere su dinamiche famigliari ben note: genitori concentrati su se stessi, i loro desideri, i loro problemi e quello che pensano gli altri (Adesso i miei amici mi prenderanno in giro) e pensano che i bambini siano solo bambini, senza pensieri, senza desideri, senza problemi; una bimba dolcissima, Marta, che cerca in tutti i modi di fare sentire la sua voce ma che i genitori non la considerano perché piccola, e invece, proprio perché "piccola", riesce a vedere e cogliere quello che gli adulti non vedono e non capiscono. 

Insomma il messaggio è chiaro e forte: ascoltiamo i nostri bimbi! 

Le illustrazioni dal tratto ben definito e un po' surrealista di Wolf Erlbruch rendono bene l'atmosfera del libro. 

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Mottajunior
Adatto dai 5 anni. 

*************

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di Homemademamma.

La lista delle altre partecipanti la trovate qui. 

Buon weekend a tutti! 

16 commenti:

  1. Curioso questo libricino e mi hai incuriosito tanto, chissà cos'è???

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  2. Mi piace quando segnali libri per bambini. Ho cercato quello del cane (Lola e io, si intitolava?) ma purtroppo non l'ho trovato. Ritenterò con questo, magari in una biblio più grande!!!
    Un abbraccio
    Francesca

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    1. Francesca, i libri che cerco non li trovo quasi mai nella biblioteca del mio paese! per fortuna la rete delle biblioteche associate mi permette di prenotare i libri dalle biblioteche di tutta la provincia di padova! è un servizio favoloso che funziona benissimo (raro, vero, in Italia?). non c'è dalle tue parti questo servizio? un abbraccio a te! :-)
      ps. l'altra sera ho iniziato Ernest e Celestine di Pennac, lo conosci?

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    2. Si, esiste questo servizio anche qui. Lo utilizzerò, così vado a colpo sicuro!!!
      No, il libro che mi segnali non lo conosco. Ne parlerei nel blog?
      A presto
      Francesca

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    3. No "ne parlerei", ovviamente... ma "Ne parlerai?"

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    4. Si certo! se mi piacerà lo recensirò sicuramente! baci! :-)

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  3. La tua segnalazione mi ha incuriosita molto: credo infatti che sia fondamentale ascoltare i piccoli, ma ascoltare davvero...che non è cosa facile ne scontata...
    Buon we!
    :-)

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    1. Artemamma, esatto saper ascoltare non è una cosa scontata, quante persone conosco che sembra ascoltino e invece pensano solo ai fatti loro … per non parlare dei più piccoli, appunto! grazie e buona settimana a te! spero tu sia tornata in forma! :-)

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  4. Eh si... bisogna saper ascoltare soprattutto i più piccoli... questo libro non lo conoscevo. Sembra carino!

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    1. Stefania, a noi piace moltissimo! ciao!!! :-)

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  5. Saggio il parroco! Aggiungerei ancora una cosa però, che anche nel libro salta fuori.
    Osserviamo i nostri bambini, perché alcune cose non sempre le riescono a spiegare ma il loro comportamento difficilmente le nasconde.
    Buona serata

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    1. Mammozza, è vero, il più delle volte però noi abbiamo perso a "chiave di lettura" per capire il comportamento dei nostri figli … insomma a volte c'è un po' di confusione! ;-) bisognerebbe fermarsi e invece qui ne non si corre non si è nessuno … (potrei aprire un'altra discussione!)
      grazie per il tuo contributo!
      notte! :-)

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  6. Bello bello questo libro. Lo metto nei "da comprare" della mia lunga lista che ho rinnovato grazie anche al tuo bel blog e recensioni molto utili. Grazie davvero!
    Oltre pero' che ascoltare mia figlia, che gia' lo faccio, devo anche trovare un modo per far parlare lei di fronte alla nostre domande. Lei parla e noi dobbiamo ascoltarla ma solo per quello di cui vuol parlare lei. Se invece le chiediamo qualcosa di specifico tipo cosa ha fatto all'asilo, come ha passato la giornata, cosa ha fatto a danza, cosa ha fatto dalla nonna, se si e' divertita, ecc. lei non risponde praticamente mai o comunque in modo molto stringato, soprattutto non vuole raccontarci cosa ha fatto/imparato all'asilo quel giorno. Eppure ha 5 anni e non 3! Io la ascolterei molto volentieri ma e' lei che non vuole raccontare e condividere le sue esperienze/emozioni. E a settembre inizia la scuola primaria! Come fara' ad affrontarla, quando sara' necessario esprimersi a fondo, raccontare i propri weekend o esperienze vissute nei famosi "pensierini" che generalmente si fanno, credo a partire dalla seconda elementare? Sara' solo l'eta', forse 5 anni sono ancora pochi, o una questione di carattere? Vorrei tanto che ci fosse un libro da leggere per noi genitori anche per imparare a come fare per tirare fuori le parole dai nostri figli... come fare per insegnar loro a "raccontarsi", condividere il loro vissuto alla sera, quando, dopo una giornata di "sperazione" (scuola materna lei e lavoro in ufficio noi genitori) ci ritroviamo tutti insieme e... noi raccontiamo cosa abbiamo fatto al lavoro ma lei non ne vuole sapere di raccontarci le sue esperienze della giornata all'asilo... Ma sono tutti così??? Ma perche' non amano condividere il loro vissuto? Lei proprio mi risponde, scocciata: "non voglio parlare dell'asilo!" Devo preoccuparmi?
    Scusa lo sfogo e grazie ancora per le tue splendide e utili recensioni...
    Emanuela

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    1. Emanuela, purtroppo esistono i bimbi che non amano raccontare la loro giornata, è questione di carattere quindi non mi preoccuperei (soprattutto a livello scuola). io non sono psicologa ma prova a vedere cosa "racconta" nei disegni, di solito a quell'età il disegno è un veicolo emozionale forte. altrimenti prova a proporle un libro che le mie adorano "mentre la mamma è al lavoro" e da lì prenderla larga e chiederle se anche lei fa le stesse cose che fa Mia ecc. però non insistere altrimenti peggiori le cose! può darsi che crescendo cambi come anche no, a volte noi genitori dobbiamo accettare il carattere dei nostri figli, a volte a malincuore, lo so! in bocca al lupo e grazie per il tuo commento!
      ciao!!! :-)

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    2. Grazie mille. Faro' tesoro dei tuoi consigli e vado a cercare il libro!
      Sui disegni... lasciamo perdere. Spesso si limita ancora a fare scarabocchi, o comunque disegni astratti, apparentemente senza senso. Sembra fare molta fatica a riprodurre qualcosa di sensato. Spero non sia un segnale di disprassia... Le sue "opere" sembrano in stile... mah, diciamo "alla Picasso"... ;-) Forse e' solo ancora molto immatura e mi auguro che arrivi il famoso salto di qualita', prima dell'inizio della vera scuola.
      Ciao!

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*** Ai post un po' datati ho applicato la moderazione altrimenti, con la testa che mi ritrovo, i commenti rimarrebbero nel limbo!***




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